16/10: Giornata mondiale dell’alimentazione

Il 16 ottobre di ogni anno la FAO celebra la Giornata Mondiale dell’Alimentazione per commemorare la fondazione dell’Organizzazione nel 1945. In oltre 150 paesi nel mondo si organizzano eventi che lo rendendo uno dei giorni più celebri del calendario delle Nazioni Unite. Tali eventi, a livello mondiale, sono volti alla sensibilizzazione ed alla mobilitazione per chi soffre la fame e per garantire sicurezza alimentare e diete nutrienti per tutti. Inoltre è anche un giorno per celebrare i progressi già  fatti.

Dieci fatti da sapere sulla fame:

(1)Il mondo produce abbastanza cibo per nutrire tutti, tuttavia circa 800 milioni di persone soffrono la fame. Questo significa una persona su nove. 60% di queste sono donne.

(2)Circa l’80% degli estremamente poveri del mondo vive in aree rurali. La maggior parte dipende dall’agricoltura.

(3)La fame uccide ogni anno più persone della malaria, della tubercolosi e dell’aids insieme.

(4)Circa il 45% delle morti infantili è correlato con la malnutrizione.

(5)Il costo per l’economia globale causato dalla malnutrizione equivale a 3500 miliardi di dollari l’anno.

(6)9 miliardi di persone – più di un quarto della popolazione mondiale – è in sovrappeso.

(7)Un terzo del cibo prodotto nel mondo va perso o è sprecato.

(8)Il mondo dovrà  produrre il 60% di cibo in più entro il 2050 per nutrire la popolazione in crescita .

(9)Nessun altro settore è più sensibile dell’agricoltura ai cambiamenti climatici.

(10)La FAO lavora principalmente in aree rurali in 130 paesi. Lavoriamo con i governi, la società  civile, il settore privato e altri partner per raggiungere #FameZero.

“La celebrazione di questa Giornata Mondiale dell’alimentazione – dice il papa iniziando il suo discorso – ci vede qui radunati per ricordare quel 16 ottobre del 1945 quando i Governi, decisi ad eliminare la fame mediante lo sviluppo del settore agricolo, istituirono la FAO. Era quello un periodo di grave insicurezza alimentare e di grandi spostamenti di popolazione, con milioni di persone alla ricerca di luoghi in cui poter sopravvivere alle miserie e alle avversità causate dalla guerra. Dunque, riflettere su come la sicurezza alimentare può incidere sulla mobilità umana significa ripartire dall’impegno per cui la FAO è nata, per rinnovarlo. La realtà odierna domanda una maggiore responsabilità  a tutti i livelli non solo per garantire la produzione necessaria o l’equa distribuzione dei frutti della terra – questo dovrebbe essere scontato – a soprattutto per tutelare il diritto di ogni essere umano a nutrirsi a misura dei propri bisogni, partecipando altresì alle decisioni che lo riguardano e alla realizzazione delle proprie aspirazioni, senza doversi separare dai propri cari”.

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