UNIBO: RIVOLTA STUDENTESCA

“Lavori straordinari per un 36 libero dalle barriere”. Questo è il testo di uno degli striscioni sbandierati dagli studenti del Collettivo Universitario Autonomo (CUA) Mercoledì 8 Febbraio davanti alla biblioteca umanistica dell’Università Alma Mater Studiorum (UNIBO) in via Zamboni 36, Bologna.

Fatto. Verso le 14 di Mercoledì gli studenti in rivolta hanno divelto una vetrata dell’ingresso della biblioteca. Dopodiché l’hanno portata in corteo (di circa 200 persone) davanti al rettorato. In Rettorato gli attivisti hanno trovato le porte chiuse e hanno lasciato il tornello smontato nell’androne, con la scritta «36 libero». Nel primo pomeriggio di giovedì alcuni di loro, passando dall’interno, hanno riaperto le porte dell’edificio, chiuse dall’Ateneo in mattinata, e occupato gli spazi universitari. Hanno poi fatto entrare altri giovani e annunciato di voler rimanere dentro fino a quando non avrebbero avuto la possibilità di parlare con qualcuno dell’Università. La Polizia, chiamata dall’Ateneo, è intervenuta in assetto antisommossa per far sgomberare gli occupanti dall’edificio.

Perché? Gli studenti si sono ribellati ai tornelli che l’università ha messo all’ingresso della biblioteca. L’interesse del collettivo è rendere libero l’accesso alla biblioteca. «La biblioteca di discipline umanistiche è frequentata da centinaia di studenti ogni giorno. La sicurezza non c’entra niente, la biblioteca deve essere un posto aperto e libero», hanno detto alcuni studenti coinvolti.

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