YuMi: un nuovo direttore?

Il 12 Settembre a Pisa ha avuto luogo un concerto di beneficenza «A Breath of Hope: dallo Stradivario al Robot», all’interno del primo Festival della Robotica di Pisa. L’Orchestra Filarmonica di Lucca è stato diretto in tre brani dei diciotto in programma da YuMi: l’intermezzo di “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni, l’aria “O mio babbino caro” dal Gianni Schicchi di Giacomo Puccini e “La donna è mobile” dal Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Chi è YuMi? Un robot progettato dalla compagnia svizzera ABB. Gli organizzatori della kermesse hanno spiegato in una nota che “è stato il maestro Andrea Colombini a impartire i movimenti necessari a YuMi”.

Vedere il video di questo concerto, reperibile online, è davvero provocante: può un robot sostituire un uomo? Che lo faccia in una catena di montaggio o in altri ambiti, come quello della musica, è indifferente?

Occorre porsi queste domande per evitare che la tecnologia, che è una grandissima rivoluzione della nostra epoca, ci sfugga di mano. Come tutte le cose l’evoluzione tecnologica richiede una riflessione su quale sia il suo posto nel mondo. Il problema non è la tecnologia, come molti dicono, ma è come utilizzarla. Ripeto: è davvero interscambiabile con l’uomo?

Edmund Husserl, filosofo tedesco, alla fine della sua vita ha riflettuto proprio sulla tematica della tecnica. Da Galileo in poi ha avuto luogo una progressiva matematizzazione della natura, ovvero una progressiva riduzione della natura a enti matematici. Ciò a cui Husserl vuole riportarci è la grecità, ovvero l’utilizzo della ragione che, per sua essenza, è ricerca della verità . Ciò che oggi l’uomo sta perdendo è la dimensione del senso delle cose, focalizzando il suo sguardo solo sulla tecnica: “se la tecnica lo permette allora è lecito”. Chi l’ha detto?

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